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#ricorsoMIBACT al Concorso per Funzionario Archeologo

In merito al Bando di concorso per la selezione pubblica di 500 Funzionari presso il MiBACT, pubblicato in GU 4a Serie Speciale – Concorsi ed Esami n.41 del 24-5-2016, la Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti ribadisce grandi perplessità sull’equità dei meccanismi previsti per l’attribuzione dei punteggi non derivanti dalle prove dell’iter concorsuale. Per tale motivo, congiuntamente ad altre associazioni di categoria, ha deciso di promuovere un ricorso per una modifica dei criteri di valutazione dei vari aspetti dei curriculum dei partecipanti, non contemplati nel bando. Va sottolineato, soprattutto, quanto risulta del tutto incoerente che venga dato molto più valore alla formazione universitaria e ai tirocini che all’attività professionale svolta per amministrazioni pubbliche. Inoltre, con una logica discriminante, non viene data la giusta considerazione alle esperienze professionali svolte per committenze private, che comunque sono svolte sempre sotto la direzione della Soprintendenza di riferimento.

Con il Ricorso chiediamo quindi che vengano modificati e resi più equi i seguenti articoli:

  1. articolo 2: quali requisiti di ammissione vengono individuati dottorati, specializzazione o master senza distinzione, nonostante per i master non sia prevista alcuna prova di selezione;
  2. articolo 10 commi a, b: non è infatti giustificabile lo sbilanciamento tra il valore dei titoli di studio, valutabili fino ad un massimo di 45 punti, rispetto ai titoli di servizio, valutabili fino ad un massimo di 30;
  3. articolo 10 comma a: poiché non vengono distinti i Diplomi di Specializzazione da 2 e da 3 anni, che vengono equiparati a 15 punti;
  4. articolo 10 comma b: perché vengono valutati solo 10 anni di esperienza professionale con un’evidente discriminazione di chi opera nel settore dei beni culturali da tanti anni, rappresentando, di fatto, un limite di età per lo svolgimento del concorso;
  5. articolo 10 comma b: perché il tirocinio viene valutato con un punteggio enormemente maggiore rispetto all’esperienza professionale: 10 punti ogni anno a fronte di 2 punti;
  6. articolo 10 comma b: perché per l’accesso ad alcuni tirocini del Mibact era stato posto il limite di età a 29 e 35 anni, quindi considerarli un titolo che dà un punteggio aggiuntivo rappresenta un’ulteriore beffa per ali archeologi over 35;
  7. articolo 10 comma b: perché non si comprende per quale motivo non vengano valutati i tirocini svolti presso altre amministrazioni e istituzioni culturali pubbliche, risultando evidente il vantaggio che solo questi tirocinanti scelti dal Mibact potranno trarre da queste valutazioni;
  8. articolo 10 comma b: perché si verificherebbe la surreale condizione per cui svolgere un tirocinio al MiBACT conferisce un punteggio aggiuntivo mentre lavorare al MiBACT con incarichi tecnici non viene valutato;
  9. articolo 10 comma c: perché pare quanto mai iniquo che la valutazione di massimo 5 punti per le pubblicazioni scientifiche, valutate nel complesso con un punteggio minore rispetto alla frequenza di un master di un anno.

Per informazioni e per esprimere l’interesse a partecipare al ricorso (di cui daremo tutte le informazioni dettagliate nei prossimi giorni sui nostri canali) potete scrivere a archeologiprofessionisti.cnap@gmail.com

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Volontariato e Archeologia professionale. I Bandi per il Giubileo straordinario e per i 60 Esperti del patrimonio culturale

È stato pubblicato dal MiBACT, durante il periodo natalizio, il bando per il Giubileo Straordinario della Misericordia (http://www.beniculturali.it/…/C…/2015/visualizza_asset.html…).

Questo prevede una selezione che favorisce chi ha già lavorato con gli enti coinvolti e/o è stato impegnato in progetti con gli stessi obiettivi e, tra gli enti coinvolti ci sono la Croce Rossa Italiana, Caritas, l’Università La Sapienza di Roma e il MiBACT stesso; inoltre la procedura di selezione dà alla valutazione dei titoli più di un terzo del punteggio possibile totale.

Nel progetto “Archeologia in Cammino” si dichiara esplicitamente che il ricorso ai volontari del Servizio Civile Nazionale fa fronte “alla ancora insufficiente offerta e varietà e al modesto numero di eventi legati alla promozione della cultura archeologica e all’insufficiente sostegno divulgativo” della Soprintendenza del Colosseo di Roma.

Si cercano quindi persone esperte nella divulgazione archeologica, che abbiano avuto rapporti più prolungati possibile con la Soprintendenza stessa o con l’Università, per la “realizzazione di pubblicazioni di ausilio alle visite dei luoghi della cultura, realizzazione di opuscoli informativi e di supporti audiovisivi, disponibili in italiano e in lingua, per le aree solitamente chiuse al pubblico e sui percorsi turistici meno conosciuti, distribuiti presso gli operatori turistici locali, per caratterizzare e diffondere il patrimonio in occasione di eventi culturali”. Altresì per la “realizzazione di eventi di diffusione incontri e seminari, che coinvolgeranno sia turisti che popolazione della Città e giovani studenti delle scuole delle Università presenti sul territorio, presso enti locali e istituti scolastici ed Università per costruire un sostegno partecipato della comunità alla promozione culturale”. Infine per la “organizzazione di visite guidate gratuite per aree difficilmente accessibili o solitamente chiuse al pubblico, per turisti ed utenti della Città, da realizzarsi sia in italiano che in lingua”. Si chiede a queste persone altamente qualificate di prestare servizio volontario per un compenso di poco più di 400 euro mensili e di farlo essendo tenuti “al rispetto dell’orario di servizio nonché al rispetto delle condizioni riguardanti gli eventuali obblighi di pernottamento, o di altra natura, connessi al progetto medesimo. L’interruzione del servizio senza giustificato motivo, prima della scadenza prevista, comporta l’impossibilità di partecipare per il futuro alla realizzazione di nuovi progetti di servizio civile nazionale, nonché la decadenza dai benefici eventualmente previsti dallo specifico progetto eil mancato rilascio dell’attestato di svolgimento del servizio”.

Si dimostra, quindi, ancora una volta, il disconoscimento degli sforzi che chiunque voglia esercitare la professione dell’archeologo deve affrontare: sforzi economici, di tempo e di impiego delle proprie risorse intellettuali e fisiche.

A maggior ragione, questo bando favorirà candidati che abbiano avuto un lungo rapporto con il Ministero, la Soprintendenza e con l’Università.
Questo atteggiamento, quando è proprio del Ministero che dovrebbe incarnare gli interessi della Cultura e, in questo caso particolare, dell’Archeologia, ferisce e colpisce profondamente tutta la categoria, in particolare quella dei professionisti, ma anche tutti coloro che da anni si sforzano, con enormi sacrifici, di non abbandonare la strada della ricerca e della tutela presso gli enti pubblici e ministeriali, come Università e Soprintendenze.
Riteniamo che la voce della categoria tutta dovrebbe levarsi nitida contro questo atteggiamento.

E’ un atteggiamento che sembra assecondare certe irresponsabili dichiarazioni secondo cui studiare con impegno e qualificarsi a pieni voti per poter esercitare la professione a cui si ambisce sia inutile, o addirittura dannoso ai fini proprio dell’esercizio di una professione e del trovare un impiego remunerato. Un atteggiamento che, quindi, danneggerà, nel lungo periodo, proprio gli enti che attualmente sembrano avallarlo senza riserve.

Infine, un’ultima considerazione sul Bando per la procedura di selezione di 60 Esperti del patrimonio culturale da assumere a tempo determinato per 9 mesi (http://www.beniculturali.it/…/visualizza_asset.html_1090564…). Innanzitutto il limite di 40 anni è discriminate e può essere soggetto a ricorso, visto che è stato abolito dalla Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 13/11/2014 n° C-416/13. Già dal 2000, con la Direttiva 2000/78/CE del 27 novembre 2000, l’Unione Europea vietava la discriminazione nei concorsi pubblici basata sull’età. Inoltre è poca chiara l’equiparazione dei master biennali alla specializzazione come punteggio, senza prendere in considerazione il fatto che i master sono di I livello, aperti a coloro che hanno una laurea triennale, e di II livello, per coloro che hanno una laurea magistrale. E non tutti i master di II livello hanno la durata di 2 anni, dunque vengono equiparati master di defferenti livelli, in base alla durata! Nel concorso del 2008 a funzionario si poteva accedere se in possesso di Specializzazione e Dottorato, dunque equiparati, ma in questo caso non hanno lo stesso peso, in un bando cui si accede per titoli. Questo dimostra la confusione nel redigere questi bandi, che nasce dalla mancanza di tutela di una professione misconociuta dal Ministero con cui opera.