Archivi categoria: 500 funzionari MiBACT

#ricorsoMIBACT Comunicato congiunto CNAP, FAP, CIA, ANA

Cari colleghi,

Come certamente saprete il Mibact ha bandito un concorso per 500 posti da funzionario di fascia F1, le cui prove inizieranno alla fine del mese di luglio 2016: di questi 500 posti, 90 sono per funzionari archeologi.

Le associazioni professionali hanno già espresso nei mesi scorsi le proprie perplessità sulle modalità di reclutamento del concorso: non è in gioco tanto o solo il diritto dei singoli professionisti di vedere riconosciuti i propri titoli professionali e la propria esperienza, ma
esiste anche un diritto collettivo dei cittadini di avere i migliori funzionari possibili, scelti con criteri che premino le reali capacità e l’esperienza che i professionisti hanno maturato in tanti anni di lavoro al di fuori del Mibact.

Per questo motivo abbiamo scelto di presentare ricorso contro i criteri di selezione e di assegnazione dei punteggi previsti dal bando di concorso, in una logica di collaborazione tra associazioni professionali che dimostra come l’intera categoria sia unita in questi casi e come i criteri scelti dal Mibact per la selezione del personale che dovrà poi lavorare al suo interno, siano lesivi di un’intera categoria e non solo di pochi.

Per questo abbiamo deciso di convergere tutti sul ricorso che già l’Associazione Nazionale Archeologi ha lanciato da qualche settimana, un ricorso che non chiede l’annullamento o il blocco del concorso, che significherebbe non espletarlo e rinunciare al primo concorso da
funzionario da 8 anni a questa parte, ma che mira a ridiscutere i punteggi assegnati dal bando e a riaprire i termini di presentazione dei titoli professionali, includendo anche i titoli acquisiti fuori dalla Pubblica Amministrazione.

Per questo Vi invitiamo a partecipare, più siamo, più la nostra voce è forte.

Per partecipare al ricorso Vi invitiamo a inviare il modulo di procura disponibile all’indirizzo
https://www.produzionidalbasso.com/media/projects/11307/files/media.docx, e inviarlo compilato a ricorso@archeologi.org oppure a info@archeologi-italiani.it, archeologiprofessionisti.cnap@gmail.com, faparcheologi@gmail.com entro e non oltre venerdì 15 luglio.

Queste le linee su cui verrà presentato il ricorso:

1) la diversa valutazione fra il titolo di dottore di ricerca (20 punti) e il diploma di scuola di specializzazione (15 punti), benché tali titoli siano sempre stati equiparati con uguale punteggio in tutti i concorsi nazionali per l’accesso al pubblico impiego (Concorso MiBAC 2008 per Funzionario, per esempio). Si ricorda che nel Nuovo Codice degli Appalti Pubblici (D.Lgs. 18.04.2016, n. 50, art. 25, co. 1), come già nel Codice precedente (D.Lgs. 12.04.2006, n. 163, art. 95, co. 1), per l’espletamento della “Verifica preventiva dell’interesse archeologico”, attività di tutela del patrimonio archeologico nazionale che il MiBACT, in collaborazione con gli archeologi liberi professionisti, è obbligato a svolgere quotidianamente, non è fatta alcuna distinzione di valutazione tra i due titoli/post-lauream/, poiché il legislatore li considera, a ragione, equipollenti: “i soggetti in possesso di diploma di laurea e specializzazione in archeologia o di dottorato di ricerca in archeologia”;

2) inserimento, tra i titoli di servizio, delle attività di tirocinio svolte presso il MiBACT, benché la Legge e una sentenza del TAR (Sentenza TAR N. 11011/2014 REG.PROV.COLL. N.02155/2014 <tel:02155/2014>REG.RIC.) neghino esplicitamente l’equiparazione delle
attività di stage all’attività lavorativa, tra l’altro con un punteggio eccezionalmente alto (6 mesi di tirocinio valgono più di 2 anni di esperienza professionale e sono pari al punteggio massimo attribuibile per pubblicazioni e meriti scientifici). Inoltre, l’esperienza formativa, acquisita mediante l’attività di tirocinio, sopra regolamentata, presso il Ministero, costituisce il risultato di una selezione pubblica con imposto limite d’età;

3) la sopravvalutazione dei titoli di servizio rispetto agli altri titoli attestanti competenze ed esperienze professionali;

4) la sostanziale impossibilità di far valere l’esperienza professionale maturata in attività lavorative specificamente riferite al profilo di archeologo, qualora essa non sia inquadrabile in un rapporto contrattuale diretto con la pubblica amministrazione ai sensi del art. 1
comma 2 dgls 165/2001: nel bando in oggetto, non sono esplicitati i criteri di valutazione dei titoli di studio, delle pubblicazioni e delle esperienze professionali, per i quali si lascia ampia manovra discrezionale alle commissioni esaminatrici. Infatti la dicitura “fino a
un massimo di punti” deve necessariamente prevedere preliminarmente una specifica attribuzione di punteggio per ogni singola attività oggetto di valutazione;

5) La reiterazione da parte della commissione RIPAM nell’ignorare le modalità di valutazione del punteggio finale, utile alla graduatoria, attraverso il calcolo della*media dei voti (e non della somma come da bando) conseguiti nelle prove scritte e del punteggio attribuito alla
valutazione dei titoli e della valutazione ottenuta nella prova orale, come stabiliscono diverse sentenze del CDS (sentenze Consiglio di Stato N. 2417/2002; 8081/2004; N.397/2010; N. 6135/2011; N. 4922/2013);
6) Nell’art. 6 (Preselezione) e nell’art. 7 (Prova scritta teorica) del bando in oggetto, la lingua inglese è imposta quale unica lingua straniera nell’ambito delle diverse prove d’esame, costituendo criterio discriminatorio per l’accesso al concorso. L’esclusività della lingua
inglese lede i principi di uguaglianza e imparzialità (artt. 3, 4, 51 della Costituzione della Repubblica Italiana, D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487); l’inglese non è la lingua ufficiale dell’Italia né dell’Unione Europea (Regolamento n. 1/1958 del Consiglio d’Europa) e tale problematica è stata oggetto di diversi interventi da parte della Corte di Giustizia Europea, tra cui la sentenza del 27 novembre 2012 Repubblica italiana c/Commissione [C-566/2010].
Si ricorda che per aderire al ricorso è necessario versare la quota di 60 € se si è soci di una delle associazioni e 120 € se non si è soci di alcuna delle associazioni.
Si ricorda, inoltre, che sino alla mezzanotte di domenica 10 luglio si può utilizzare la piattaforma di crowdfuning già predisposta dall’Associazione Nazionale Archeologi (https://www.produzionidalbasso.com/project/ricorso-avverso-e-per-lannullamento-del-bando-di-concorso-ripam-mibact-funzionari-archeologi-del-19-maggio-2016/).

Associazione Nazionale Archeologi
Confederazione Italiana Archeologi
Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti
Federazione Archeologi Professionisti

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#ricorsoMIBACT al Concorso per Funzionario Archeologo

In merito al Bando di concorso per la selezione pubblica di 500 Funzionari presso il MiBACT, pubblicato in GU 4a Serie Speciale – Concorsi ed Esami n.41 del 24-5-2016, la Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti ribadisce grandi perplessità sull’equità dei meccanismi previsti per l’attribuzione dei punteggi non derivanti dalle prove dell’iter concorsuale. Per tale motivo, congiuntamente ad altre associazioni di categoria, ha deciso di promuovere un ricorso per una modifica dei criteri di valutazione dei vari aspetti dei curriculum dei partecipanti, non contemplati nel bando. Va sottolineato, soprattutto, quanto risulta del tutto incoerente che venga dato molto più valore alla formazione universitaria e ai tirocini che all’attività professionale svolta per amministrazioni pubbliche. Inoltre, con una logica discriminante, non viene data la giusta considerazione alle esperienze professionali svolte per committenze private, che comunque sono svolte sempre sotto la direzione della Soprintendenza di riferimento.

Con il Ricorso chiediamo quindi che vengano modificati e resi più equi i seguenti articoli:

  1. articolo 2: quali requisiti di ammissione vengono individuati dottorati, specializzazione o master senza distinzione, nonostante per i master non sia prevista alcuna prova di selezione;
  2. articolo 10 commi a, b: non è infatti giustificabile lo sbilanciamento tra il valore dei titoli di studio, valutabili fino ad un massimo di 45 punti, rispetto ai titoli di servizio, valutabili fino ad un massimo di 30;
  3. articolo 10 comma a: poiché non vengono distinti i Diplomi di Specializzazione da 2 e da 3 anni, che vengono equiparati a 15 punti;
  4. articolo 10 comma b: perché vengono valutati solo 10 anni di esperienza professionale con un’evidente discriminazione di chi opera nel settore dei beni culturali da tanti anni, rappresentando, di fatto, un limite di età per lo svolgimento del concorso;
  5. articolo 10 comma b: perché il tirocinio viene valutato con un punteggio enormemente maggiore rispetto all’esperienza professionale: 10 punti ogni anno a fronte di 2 punti;
  6. articolo 10 comma b: perché per l’accesso ad alcuni tirocini del Mibact era stato posto il limite di età a 29 e 35 anni, quindi considerarli un titolo che dà un punteggio aggiuntivo rappresenta un’ulteriore beffa per ali archeologi over 35;
  7. articolo 10 comma b: perché non si comprende per quale motivo non vengano valutati i tirocini svolti presso altre amministrazioni e istituzioni culturali pubbliche, risultando evidente il vantaggio che solo questi tirocinanti scelti dal Mibact potranno trarre da queste valutazioni;
  8. articolo 10 comma b: perché si verificherebbe la surreale condizione per cui svolgere un tirocinio al MiBACT conferisce un punteggio aggiuntivo mentre lavorare al MiBACT con incarichi tecnici non viene valutato;
  9. articolo 10 comma c: perché pare quanto mai iniquo che la valutazione di massimo 5 punti per le pubblicazioni scientifiche, valutate nel complesso con un punteggio minore rispetto alla frequenza di un master di un anno.

Per informazioni e per esprimere l’interesse a partecipare al ricorso (di cui daremo tutte le informazioni dettagliate nei prossimi giorni sui nostri canali) potete scrivere a archeologiprofessionisti.cnap@gmail.com