Archivio dell'autore: CNAP-Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti

Diventa socio CNAP!

Caro Collega,

per iscriverti a CNAP – Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti stampa pure il modello di domanda d’iscrizione. Compilalo in ogni sua parte e con attenzione.

Verifica subito la tua idoneità, secondo quanto dettato dagli artt. 5 e 6 dello Statuto. In base ad essa, indica la tua candidatura a Socio Ordinario (SO) o Socio Aderente (SA).

Allega:

  1. il tuo curriculum vitae et studiorum completo di data e firma leggibile.
  2. ricevuta di bonifico (IBAN: IT69O0200801642000101865613) o di pagamento tramite PayPal della quota associativa pari a 10,00 € (per l’anno 2012) e di un contributo liberale (valenza annuale)
  3. copia firmata di un documento d’identità in corso di validità.

Invia il tutto all’indirizzo email archeologiprofessionisti.cnap@gmail.com

Saremo lieti di darti il benvenuto!

Al nuovo Socio verranno inviati una copia dello Statuto e la ricevuta di contributo liberale e quota associativa in formato .pdf , allegati alla email di benvenuto del Presidente con il link alla pagina aggiornata https://archeologiprofessionisti.wordpress.com/struttura-e-libro-dei-soci/ e, se socio ordinario (SO), di diritto entrante a far parte dell’Albo dei Professionisti CNAP.


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CAMPAGNA DI ADESIONE 2012

La situazione degli Archeologi in Italia è sempre stata caratterizzata da una poco chiara determinazione delle competenze dei professionisti sul luogo di lavoro. La mancanza di una definizione normativa dell’Archeologo e delle sue competenze professionali, che rientri nell’ambito dell’attività intellettuale che viene prestata, ha provocato una grave confusione in ambito lavorativo. Questa si ripercuote quotidianamente sul lavoro di tantissimi colleghi, cui vengono proposte condizioni contrattuali al limite della legalità e molto spesso con retribuzioni troppo basse. A questo si aggiunge, in molti casi, il non rispetto delle norme sulla sicurezza e la mancanza di rispetto della persona. Le esperienze di numerosi colleghi sui temi appena accennati e su altri hanno caratterizzato circa 10 mesi di gestazione che hanno portato alla nascita della Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti (CNAP).

La Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti nasce dall’impegno di giovani archeologi di tutta Italia con lo scopo di cambiare la condizione professionale degli Archeologi. L’idea comune e filo conduttore è stata quella di unire le forze per portare avanti battaglie per le legittime richieste di riconoscimento professionale della Categoria. L’idea CNAP, frutto di dialettica scevra da condizionamenti esterni, ha portato alla realizzazione di un progetto le cui basi sono chiare nello Statuto, nell’assunzione di un Codice Deontologico Professionale e che mettono l’Archeologo, sin dal suo ingresso all’Università, al centro della propria attenzione.

Alla nostra professione, attraverso le nuove normative (in particolare i DL 109/2005 – Legge sull’Archeologia Preventiva – e DL 163/2006 – Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), viene riconosciuto il ruolo professionale all’interno dei lavori pubblici (DL 163/2006), e in particolare viene estrinsecata la peculiarità di competenza all’interno delle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) attraverso l’Archeologia Preventiva (DL 152/06 integrato dal Dlgs 4/08). Dunque l’Archeologo è un professionista che offre prestazioni intellettuali a fianco e in stretta collaborazione con altri professionisti, quali Architetti, Geologi, Ingegneri. Questo aspetto rappresenta uno dei numerosi su cui si concentra l’attività di CNAP, senza per altro perdere assolutamente di vista le caratteristiche principali e originarie dell’Archeologo: fare ricerca, fare scienza, dunque interpretare, campionare e repertare, analizzare la stratigrafia, dimostrare attraverso prove scientifiche il documentato, etc.

L’Archeologo infatti nasce come studioso della cultura materiale, in tutti i suoi aspetti, e utilizza questa per ricostruire il passato, quindi fa ricerca. Inoltre l’Archeologia è una scienza umana multidisciplinare, che integra e coadiuva altre discipline, come l’antropologia, la geografia umana, la geologia, etc.

Contribuire al progetto CNAP significa partecipare attivamente alla costruzione della nuova idea di Archeologi come categoria di professionisti, lavorare insieme per migliorare le condizioni lavorative e di ricerca, perché il contributo di ogni collega arricchisce la dialettica nonché la forza del progetto ed è fondamentale per portare avanti con successo la battaglia per il riconoscimento professionale.

Per questo la CNAP ha avviato delle proficue collaborazione con altri professionisti per il miglioramento delle condizioni professionali, per cui sono state stipultate delle convenzioni con un esperto commercialista (fiscale.cnap@gmail.com) e un esperto legale (legale.cnap@gmail.com). Gli Esperti sono consultabili gratuitamente per tutti gli aderenti tramite mail riguardo consigli generali e sono attive, inoltre, convezioni per eventuali consulenze dirette con sconti fra il 10% e il 25%! Inoltre l’attenzione di CNAP è continuamente rivolta ai problemi concreti della professione; dunque nelle prossime settimane verranno stipulati accordi e convenzioni specifici volti a migliorare le condizione lavorative dell’Archeologo Professionista.

Il Presidente

Alessandro De Rosa

Sulle assunzioni di 13 archeologi da assegnare alla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli e Pompei

La Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti (CNAP) accoglie con auspicio l’assunzione di 13 colleghi (http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Avvisi/visualizza_asset.html_939009275.html), idonei al Concorso espletato nel 2008-2009, e augura un buon anno e un buon inizio ai nuovi Funzionari per l’impegno gravoso nella tutela e valorizzazione del sito di Pompei, fiore all’occhiello dell’Archeologia italiana. Inoltre la CNAP auspica che i nuovi assunti siamo messi sin da subito in condizione di condurre al meglio il loro compito e, altresì, che le modalità di assunzione siano una tantum dovuta all’emergenza che oramai colpisce Pompei da oltre un anno. Infatti per quanto il concorso suddetto venne espletato su base regionale, sono stati redatti due Decreti Direttoriali, il primo del 13/12/2011 con cui si procedeva alla formazione di una graduatoria unica nazionale e il secondo del 20/12/2011 che rendeva note le 13 nomine, per rendere rapida e tempestiva la nomina di personale qualificato, urgente per la situazione in cui versa il sito. Infine la CNAP auspica che il MiBAC provveda al più presto ad indire un nuovo concorso per le 9 regioni non interessate dal precedente del 2008, affinchè non si vengano più a creare situazioni di emergenza, vista la carenza di personale altamente specializzato anche per il concomitante cambio generazionale, già in atto, e che nei prossimi anni diverrà ancor più insostenibile per la tutela del nostro patrimonio archeologico.

 

Il Presidente CNAP

Dr. Alessandro De Rosa

IIIª riunione dell’Assemblea Costituente

Il giorno 17/12/2011 alle ore 10,30 l’Assemblea Costituente l’Associazione “CNAP – Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti” si riunisce presso la sala riunioni del CENTRO COMMERCIALE TOR VERGATA, Viale L. Schiavonetti, 426 – 00173 Roma.

Partecipano all’assemblea: Antonio Arcudi, Maurizio Campanelli, Alessandro De Rosa, Davide Delfino, Rosa Martone, Susanna Riva, Milena Saponara, Pietro Serra.
In audioconferenza via internet Laura Torsellini e Vincenzo Filippo Macaluso.

Si conviene che la sede legale di CNAP sarà in Via Pordenone, 32 – 20132 Milano.

Viene approvato senza obiezioni il verbale della seduta precedente.

Si discute sull’ accettazione o meno delle Borse di studio come contratti professionali, nell’ambito dei due anni di esperienza lavorativa richiesti come requisito di iscrizione alla CNAP (“se non dotati di ulteriore titolo di Specializzazione/Dottorato in Archeologia”).
Si decide che poichè la legge equipara le borse di studio a contratti del tipo co.co.pro e gli assegni di ricerca a contratti a tempo determinato, CNAP conformandosi alle norme vigenti accetta, in linea di massima, le Borse di studio, gli assegni di ricerca e le borse di ricerca nell’ambito delle “esperienze professionali”; tuttavia si riserva la possibilità di esaminare i singoli casi ed accettare nel calcolo dell’esperienza lavorativa acquisita non tutto il periodo di durata della borsa, ma solo alcune sue parti. Su questo argomento risultano preziose le osservazioni di Laura Torsellini che fa notare che Borse di studio e di ricerca hanno titoli molto precisi e un codice identificativo, così da rendere più agevole l’eventuale valutazione caso per caso.

Si discute sul rapporto tra Università e Professione, lavoro all’interno dell’Università e lavoro fuori dall’Università.
I punti più importanti emersi nella discussione su questo argomento sono espressi in modo omogeneo e chiaro dal Presidente A. De Rosa che afferma che, come CNAP, è utile seguire una deontologia e diventare un punto di rifermento per le varie specializzazioni esistenti nell’ambito della Professione, specializzazioni che vanno tutte considerate e viste come una ricchezza. Considerare più ambiti nella professionalità serve anche a dare dei riferimenti precisi alle committenze.
Per quanto riguarda le Università si auspica di poter dare loro dei proficui input sulla formazione, mentre nel rapporto futuro col MiBAC si ritiene utile portare avanti il discorso sulla proprietà intellettuale del lavoro svolto dal Professionista, che dovrebbe appartenere al Professionista stesso, anche in fase di pubblicazione dei dati.
Tutti concordano su quanto evidenziato da Susanna Riva: bisogna che il riconoscimento del Professionista che opera al di fuori dell’ istituzione sia accettato oltre che dal MiBAC anche dalle Università.

CNAP aspira a diventare L’Associazione Italiana di Categoria degli Archeologi e, per far questo, punta sulla propria credibilità, a sua volta basata sulla deontologia ed etica seguita dai propri soci (si ricorda che si è scelto come punto di riferimento il codice deontologico dell’EAA – European Association of Archaeologists, http://www.e-a-a.org/italiancode.htm).

Conclude su questo tema Davide Delfino che propone di distinguere il pre-scavo, lo scavo e il post-scavo, per valutare in quest’ottica esperienze e titoli per un riconoscimento e valutazione della professionalità a 360 gradi.
Si è concordi nell’accettare la proposta di Laura Torsellini riguardante l’inserimento all’interno dei curricula dei soci CNAP (a loro cura) dei seguenti punti, in modo che sia agevole l’acquisizione di un criterio standard per la valutazione dei CV:

Formazione generale (corso di laurea, indirizzo, scavi universitari, esami sostenuti e voto finale); Formazione post laurea; Esperienze professionali sul campo (scavi cui ha partecipato e ruolo avuto nei vari scavi: archeologo/responsabile della documentazione/responsabile dei materiali/responsabile di settore/direttore dei lavori sul campo/direttore scientifico e/o dei lavori sul campo; Eventuali pubblicazioni.

In seguito si discute sulla questione dell’Archeologia e dell’archeologo nel mondo del lavoro. Per CNAP è fondamentale che lo scavo archeologico venga considerato uno scavo scientifico. Pertanto esso non ha nulla in comune con uno scavo edile.
In cantiere l’archeologo dovrebbe essere quantomeno equiparato contrattualmente ed idealmente a ingegneri e architetti.

Si accenna poi ai contratti nei quali dovrebbero essere inseriti gli archeologi, dei criteri contrattuali e dei criteri di pagamento.

Si passa a parlare delle iscrizioni e della quota associativa:
l’iscrizione è gratuita; la quota associativa per l’anno 2012 è fissata a 10 Euro, sia per i soci ordinari (SO), sia per i soci aderenti (SA), tutti aventi diritto al voto. L’apertura delle iscrizioni è fissata a Gennaio 2012.

Viene approvato il nuovo Statuto, modificato quanto ai criteri di iscrizione e associazione (ex artt. 4 e 5, ora 5 e 6) e oggetto di revisione legale.

Vengono poi confermate l’elezione del Presidente(Alessandro De Rosa) e le nomine del Vicepresidente (Maurizio Campanelli) e del Tesoriere (Milena Saponara).
Viene ratificato il  principio democratico secondo il quale opera la CNAP.

Si decide di aprire un conto intestato a CNAP, una volta registrata l’associazione, seguendo le indicazioni tecnico-professionali di Vincenzo Filippo Macaluso.

Infine si decide la prossima creazione di commissioni a tema, con rispettivi referenti. Alcune proposte vengono avanzate:

– Formazione
– Sicurezza e Lavoro in Cantiere
– Legislazione
– Fiscale e Assicurativo
– Rapporti col Ministero
– Didattica

Di tali argomenti sarà opportuno discuterne approfonditamente nella prossima riunione, una volta che CNAP sarà ufficialmente attiva.

A fine riunione vengono raccolti i dati dei soci fondatori (SF): Alessandro De Rosa, Maurizio Campanelli, Milena Saponara, Antonio Arcudi, Davide Delfino, Rosa Martone, Susanna Riva, Laura Torsellini e raccolte quota e contributo liberale, equamente concordati nel complesso di 40 Euro a testa.

La riunione si chiude alle 14,30.

Il logo CNAP

Il simbolo o logo della Confederazione, di colore amaranto, è costituito dalla Nike di Samotracia alle cui spalle, immediatamente al di sotto delle ali, campeggiano, una sotto l’altra, con le iniziali di maggiori dimensioni e in grassetto, le parole in maiuscolo “confederazione”, “nazionale”, “archeologi”, “professionisti” (vedi Statuto).

L’amaranto è, alternativamente al bianco, il colore tipico, in Italia, delle Facoltà universitarie di stampo umanistico; la Nike di Samotracia rappresenta una chiara e risoluta volontà, un pensiero completamente libero e allo stesso tempo vittorioso.

IIª riunione dell’Assemblea Costituente

Il giorno 16/10/2011 alle ore 11,00 l’Assemblea Costituente l’Associazione “CNAP – Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti” si riunisce in Via San Martino 78bis – 00015 Monterotondo (RM), secondo le modalità previste nella convocazione, con il seguente Ordine del Giorno:

1. Approvazione del verbale della seduta precedente;
2. Valutazione delle eventuali ultime proposte di modifica della Statuto;
3. Presentazione dei candidati alla presidenza e votazione;
4. Dibattito su una conferenza nazionale di tutte le associazioni di archeologi note (F.A.P., C.I.A., A.N.A., …);
5. Proposta di accordo su un’assicurazione professionale e un fondo pensione – previdenza integrativa/complementare studiati per CNAP;
6. Determinazione della data di registrazione dell’Associazione e successiva apertura delle iscrizioni;
7. Dibattito sulla Proposta di Tariffario CNAP e la realtà italiana;
8. Dibattito su formazione e professione e sulla funzione sociale del professionista.
9. Dibattito sulla proposta di Davide Delfino: “l’archeologo comunale”;
10. Dibattito su “Una lista delle società attive in Italia con i soli feedback positivi”;
11. Dibattito sull’assunzione del Codice Deontologico Archeologi EAA (http://archeologi professionisti.wordpress.com/il-codice-deontologico/) e della Convenzione europea di Valletta (1992) sulla salvaguardia del Patrimonio archeologico.
12. Dibattito sull’archeologia che conosciamo;
13. Varie ed eventuali.

Sono presenti: Antonio Arcudi, Alessandro De Rosa, Rosa Martone, Milena Saponara, Sara Zanni. Maurizio Campanelli è collegato in videoconferenza.
Segretaria pro-tempore: Sara Zanni.

Si discute della possibilità di stipulare convenzioni e accordare patrocini ad attività, convenzioni, corsi e iniziative formative. Nello specifico si decide di accettare questo genere di proposte e domande solo nel caso in cui gli enti e società dimostrino (anche a posteriori) di operare in modo etico e per sostenere la formazione professionale dei colleghi. Comunque CNAP promuoverà in prima persona seminari e iniziative formative, soprattutto finalizzate a dare maggiore consapevolezza ai suoi membri su tematiche legate alla professione, con l’ausilio di specialisti (consulenti legali, commercialisti, Guardia di Finanza, Carabinieri del Nucleo Tutela, …).

Approvazione del verbale della seduta precedente

Approvato senza obiezioni.

Valutazione delle eventuali ultime proposte di modifica della Statuto

Si affida a Milena Saponara il compito di consultare un legale (Dott. Francesco Salamone, Studio Lemme Lemme – Avvocati associati, Corso di Francia, 197 – 00191 Roma) per esaminare l’eventuale possibilità di modificare lo statuto concordemente con la normativa corrente. Da sottolineare nello Statuto la natura apartitica dell’associazione.

Presentazione dei candidati alla presidenza e votazione

Maurizio Campanelli richiede la verbalizzazione della candidatura di Alessandro De Rosa per parte sua. Sara Zanni candida Maurizio Campanelli. Alessandro De Rosa riceve 3 voti e viene nominato Presidente a maggioranza.
Il Presidente comunica che, in sede di registrazione, secondo le sue prerogative chiamerà come Vice-Presidente Maurizio Campanelli e come Tesoriere Milena Saponara.

Dibattito su una conferenza nazionale di tutte le associazioni di archeologi note (F.A.P., A.S.A., C.I.A., A.N.A., P.R.O.ARCHEO.)

Si propone di prendere contatto con CIA, FAP e le altre associazioni rappresentative della categoria per cercare un dialogo sulla tematica del riconoscimento della Professione. Si considera la possibilità di un evento che coinvolga tutti i Soprintendenti, il Direttore Generale e il Ministro… in questo modo tutti si dovranno prendere la responsabilità di ciò che dicono e poi portare avanti in modo coerente le iniziative approvate e sostenute di comune accordo. Alcuni rappresentanti dell’Associazione, purché essa sia stata nel frattempo regolarmente registata, parteciperanno alla tavola rotonda organizzata da CIA alla XIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum (17-20 Novembre 2011). Alessandro De Rosa parteciperà comunque, anche dietro invito di Augusto Palombini (C.I.A. Lazio).

Proposta di accordo su un’assicurazione professionale e un fondo pensione – previdenza integrativa/complementare studiati per CNAP

La soluzione più vicina alle nostre esigenze professionali sembra essere quella della Cassa dei Geologi. Si decide di prendere i contatti con l’EPAP (Ente di Previdenza e Assistenza Pluricategorie) e con un consulente del lavoro (in contatto con Rosa Martone) per esaminare quali siano i passi da seguire in questa direzione.

All’interno di CNAP verranno istituiti dei gruppi di lavoro/commissioni che si occupino delle diverse tematiche: ad esempio un gruppo di lavoro sulle tematiche legali. Sarebbe anche utile raccogliere uno staff di consulenti che poi possano svolgere un ciclo di seminari di formazione per i colleghi (commercialista, avvocato, …), in modo da offrire una consulenza realmente utile per gli archeologi che lavorano nei cantieri e per chi si affaccia alla professione al termine di un percorso universitario. Fra gli esperti da consultare con questa finalità si includeranno anche le Forze dell’Ordine: Guardia di Finanza e Arma dei Carabinieri.

L’obiettivo è portare avanti una proposta differente rispetto al CCNL edilizia. Il primo passo è dare una definizione legale al cantiere edile e al cantiere archeologico.

Dibattito sulla Proposta di Tariffario CNAP e la realtà italiana

Per il momento non si apportano modifiche definitive, ma si sottolinea la possibilità di passare ad un tariffario a prestazione dal tariffario ad ora, in conformità con quanto avviene per gli altri professionisti (non vengono generalmente pagati in base al numero di ore prestate, ma per il servizio fornito). Per l’archeologia preventiva al momento è necessario che ci sia una regolamentazione a monte in ambito ministeriale.

Dibattito sulla proposta di Davide Delfino: “l’archeologo comunale”

La proposta è molto interessante, il problema è la situazione legislativa in cui ci troviamo… quando avremo un’organizzazione ministeriale più evoluta, coordinata e funzionale, allora verrà riproposta.

Dibattito su “Una lista delle società attive in Italia con i soli feedback positivi”

Per il momento nella lista vengono inseriti solo i feedback positivi, le società senza feedback sono evidentemente da trascurare. Tuttavia, dopo la registrazione dell’Associazione, la lista dovrà essere rivista e passata al vaglio degli iscritti: solo i membri dell’Associazione potranno registrare i propri feedback positivi e sarà possibile eliminare alcune “manipolazioni d’opinione” che sembrano evidenti nella lista attuale. Per ora la lista pubblicata su Facebook sembra un buon punto di riferimento per chi cerca lavoro.

Dibattito sull’assunzione del Codice Deontologico Archeologi EAA (http://archeologi professionisti.wordpress.com/il-codice-deontologico/) e della Convenzione europea di Valletta (1992) sulla salvaguardia del Patrimonio archeologico

Si approva l’idea, bisogna definire delle linee di azione pratiche per stimolare l’assunzione della Convenzione Europea di Valletta (1992) sulla Salvaguardia del Patrimonio Archeologico. Il Codice Deontologico EAA verrà assunto come codice deontologico CNAP con le modifiche accordate durante la prima Assemblea Costituente.

Determinazione della data di registrazione dell’Associazione e successiva apertura delle iscrizioni

La data non si può fissare immediatamente: prima dovremo sottoporre al consulente legale lo statuto per effettuare le necessarie modifiche.
Le cariche nominate durante questa Assemblea, prima del vaglio del legale, hanno un peso relativo: è necessario stabilire subito i nomi delle 3 persone che si recheranno all’Agenzia delle Entrate per la registrazione. La sede verrà provvisoriamente fissata al domicilio del Presidente, in modo che riceva tutte le comunicazioni ufficiali. Il presidente avrà un ruolo rappresentativo, ma tutti i membri dell’Assemblea Costituente e della nascitura Associazione continueranno a farsi carico e a condividere il dibattito circa gli obiettivi, le priorità e la crescita della CNAP.
Ci si propone di mantenere in via transitoria l’Assemblea Costituente, secondo quanto già previsto nello Statuto. L’Assemblea Costituente potrà aprirsi alla partecipazione di nuovi elementi se deciso all’unanimità.
I membri dell’Assemblea Costituente per il momento sono stati individuati in coloro che hanno partecipato di loro spontanea iniziativa alle prime due riunioni:

Maurizio Campanelli
Alessandro De Rosa
Antonio Arcudi
Rosa Martone
Milena Saponara
Pietro Caciagli
Sara Zanni
Stefano Iafrate

Per la registrazione dell’Associazione presso l’Agenzia delle Entrate si auspica vivamente la più ampia partecipazione da parte dei colleghi Archeologi Professionisti alla sottoscrizione dell’Atto Costitutivo e dello Statuto.

L’atto costitutivo è già pubblicato sul blog e va compilato con i dati dei 3 rappresentanti che andranno a registrare l’Atto. Soci fondatori saranno i presenti. Se altri vorranno sottoscrivere la registrazione dell’Atto Costitutivo e contribuire alle spese, saranno i benvenuti.

La riunione si scioglie alle ore 13,30.

Monterotondo (RM), 16/10/2011

Una lista delle società attive in Italia

 

Abacus (Parma)
Akhantos (Cesena, Mercato Saraceno  – FC, Ferrara, Lugo – RA)
Akra Iapygia (Lecce)
Alpha (Terni)
Altair (Bari)
Arxè (Trieste)
Athena (Casalecchio di Reno – BO)
Andreia (Roncade – TV)
Andromeda (Roma)
Ante Quem (Bologna)
Aprutium (Sulmona – AQ)
Aran Progetti (Genova)
Arazzi (Grosseto)
Archa (Pisa)
Archaeosurvey (Rovigo)
Archeidos Dueville (Rotzo – VI)
Archeoart (Policoro – MT)
Archeoassociati (Venezia, Treviso)
Archeodomani (Roma)
Archeogroup (Padova)
ArcheoIdea (Isernia)
ArcheoLab (Macerata)
ArcheoLink (La Spezia)
Archeologia (Firenze, Roma, Genova)
Archeologiattiva (Napoli)
Archeologiavirtuale (Bari)
ArcheoLogica (Foggia)
Archeolux (Roma)
Archeoprogetti (Castellina in Chianti  – SI)
ArcheoRes (Avezzano – AQ)
ArchEOService (Napoli)
Archeosistemi (Reggio Emilia)
Archeostudio (Roma)
ArcheoTech (Gubbio – PG)
ArcheoTrekne (Pompei – NA, Codrongianos – SS)
Archeoval (Castiglione d’Orcia – SI)
Archiéo (Camogli – GE)
ArchiLab (Floridia – SR, Roma)
Arch-Team (Cles – TN)
Arcomai (Venezia)
Ares (Ravenna)
Arkaia (Torino, Genova)
Artemis (Monteparano – TA)
Arx (Roma)
Athena (Casalecchio di Reno – BO)
Atlantis (Palermo)
ATS (Siena, Grosseto)
Attività di Ricerca Archeologica (Casole d’Elsa – SI)
Caccavo (Pontecagnano Faiano – SA)
Caesar (Livorno)
Cal (Brescia)
Capitolium (Roma)
Cipriano & Meloni (Padova)
Chora (Alba – CN, Martinsicuro – TE, Valgrisenche – AO)
Cora (Trento)
Coidra (Firenze)
Crimisos (Palermo)
Dauniarchè (Foggia)
Dedalo (Padova)
Didarcheo (Lecce)
Erga (Gravina di Puglia – Bari)
Eupolis (Porcia  – PN)
La Fenice (Bologna)
F. T. Studio (Torino, Peveragno – CN)
Gea (Roma)
Gea (Parma)
Gen-Eng (Firenze)
Gesti Ritrovati (Faenza – RA)
Giano (Pisa)
Historia (Ferrara)
Ibis (Padova)
Ichnos (Montelupo Fiorentino – FI)
In Terras (Arzano – NA, Civitella di Romagna -FC)
InArcheo (Viareggio – LU)
Intrageo (Todi (PG)
Iolao (Olbia – OT)
Irei (Villagrande Strisaili – OG)
Kentos (Centuripe – EN)
Kleiò (Padova)
Kora (Esanatoglia – MC)
Kronos (Cesena – FC)
Land (Roma)
Lande (Napoli)
Limes (Avezzano – AQ)
Limes (Ravenna)
Luciano Pugliese (Garda – VR)
Agenzia Magna Graecia (Albanella – SA)
Malena (Piacenza)
Meridies (San Donato di Lecce – Lecce)
Museion (Taranto)
Naukleros (Brindisi)
Naus (Pozzuoli – NA)
N.E.P.P. (Ragusa)
Nostoi (Lavello – PZ)
Opus (Castellina Scalo – SI)
Le Orme dell’Uomo (Cerveno – BS)
Parsifal (Roma)
Parsifal (Vasto – CH)
Petra (Padova)
Poleis (Roma)
Postinger (Rovereto – TN)
Proteco (San Dona’ di Piave -VE)
Res Antiquae (Roma)
Ricerche Archeologiche (Varna – BZ)
Sestante (Mel – BL)
Samoa Restauri (Pontecagnano Faiano – SA)
SoArcheoMed (Salerno)
S.A.P. (Mantova)
Società Cooperativa Archeologica (Milano)
Studio di Archeologia Globale (Fraz. Ramiano, Calestano – PR)
Studio di Consulenza Archeologica (Ugento – Lecce)
S. L. A. (Milano)
Tecne (Riccione – RN, Bologna)
Techne (Roma)
Terrae (Palese – BA)
Tesi Archeologia (Genova)
Thetys (Roma)
Thesan (Livorno)
Xenia (Napoli)

(Aggiornato da http://archaeojobs.blogspot.com/search/label/Companies)

Iª riunione dell’Assemblea Costituente

Il giorno 24/07/2011 alle ore 11,30 l’Assemblea Costituente l’Associazione “CNAP – Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti” si riunisce presso la sala comune dell’Ostello della Gioventù di Parma, via San Leonardo 86 – 43122 Parma, secondo le modalità previste nella convocazione, con il seguente Ordine del Giorno:

  1. Ridefinizione dello scopo dell’Associazione (Promuoviamo la valorizzazione dell’opera intellettuale, ovvero professionale, degli “archeologi qualificati”, credendo nel diritto a svolgere una professione “protetta” – istituzione di un albo professionale) e delle modalità di finanziamento.
  2. Rinvio ad eventuale nuova proposta di ALBO.
  3. Discussione e sottoscrizione di una proposta condivisa di tariffario.
  4. Verifica Statuto e Codice Deontologico ed eventuali modifiche od inserimenti e approvazione;
  5. Definizione organigramma ed elezioni cariche;
  6. Pianificazione attività e organizzazione a livello internazionale (Affiliazione EAA), nazionale (Rapporti MiBAC e altre associazioni, FAP, ASA, CIA, ANA) e locale (organi regionali, da statuto);
  7. Iscrizioni, termini e modalità.

Sono presenti:

Antonio Arcudi

Pietro Caciagli

Maurizio Campanelli

Alessandro De Rosa

Sara Zanni

si collega in videoconferenza per partecipare ai lavori Stefano Iafrate.

L’assemblea inizia ad esaminare i punti dell’OdG. Viene accolta la proposta di rivedere l’Articolo 2 della bozza di Statuto da:

Gli scopi principali che l’Associazione si propone sono:

  • la valorizzazione dell’attività intellettuale degli archeologi qualificati;
  • la crescita culturale e professionale dei propri soci;
  • promuovere tutte le attività direttamente o indirettamente collegate con l’attività professionale dell’archeologo;
  • formulare e promuovere proposte per la valorizzazione e la tutela professionale;
  • mantenere rapporti con Associazioni professionali, sia a livello nazionale che a livello europeo;
  • non avere scopo di lucro.

In:

Gli scopi principali che l’Associazione si propone sono:

  • la valorizzazione dell’opera intellettuale, ovvero professionale, degli archeologi qualificati;
  • la crescita culturale e professionale dei propri soci;
  • promuovere tutte le attività direttamente o indirettamente collegate con l’attività professionale dell’archeologo;
  • formulare e promuovere proposte per la valorizzazione e la tutela professionale;
  • mantenere rapporti con Associazioni professionali, sia a livello nazionale che a livello europeo;
  • non avere scopo di lucro.

senza fare menzione di un albo professionale, visto il recente dibattito nato in seno alla Confederazione a proposito dell’albo.

Per quanto concerne la linea di condotta che la Confederazione seguirà per ottenere il riconoscimento della figura professionale dell’archeologo, per il momento si decide di non adottare l’istituzione dell’albo.

Alessandro De Rosa spiega di essersi consultato con il suo legale e che l’orientamento politico italiano in questo momento è indirizzato all’abolizione degli albi. Fa anche una precisazione circa le funzioni di un ordine e di un albo, spiegando che l’ordine è l’organo preposto alla gestione e amministrazione di un albo. Attualmente sembra ci sia una tendenza a trasferire la gestione degli albi già esistenti, nel caso rimangano attivi, ai Ministeri competenti.

Fermo restando l’assoluta priorità da dare al raggiungimento del riconoscimento della figura dell’archeologo come professionista, la proposta di Alessandro è di costituire una associazione di categoria che promuova la costituzione di una cassa propria e di un elenco obbligatorio dei professionisti accreditati, che sia gestito dal MiBAC. L’accesso all’elenco dovrà essere differenziato a seconda dei livelli già elaborati nelle discussioni avvenute sulla bacheca Facebook della CNAP e formalizzati da Maurizio Campanelli nella proposta di prezziario. Comunque è opinione condivisa che l’associazione di categoria, la cassa e l’elenco dovranno tutelare tutti coloro che operano come professionisti nel campo dell’archeologia, da chi detiene solo la laurea triennale fino agli specializzati e dottorati. L’associazione di categoria, dopo un periodo iniziale di assestamento, potrà farsi carico della gestione dell’elenco stesso in toto o in collaborazione con il MiBAC.

L’associazione di categoria dovrà quindi occuparsi sia di aspetti teorici, riguardanti la sensibilizzazione circa l’opera degli archeologi professionisti nel nostro Paese, il loro ruolo e la loro dignità, ma anche dei risvolti pratici che riguardano la tutela dei lavoratori. Si cercherà quindi di avviare un dialogo con le istituzioni per avviare un elenco ufficiale e per istituire una cassa previdenziale.

I presenti si dichiarano d’accordo con la proposta di Alessandro De Rosa, che, quindi verrà adottata dalla CNAP.

Per quanto riguarda le modalità di finanziamento, visti i nuovi indirizzi adottati per l’azione dell’Associazione, la discussione non può attualmente arrivare a una conclusione definitiva. Infatti, risulta chiaro che, finché CNAP rimaneva un’associazione finalizzata a veicolare idee e creare un dibattito interno alla categoria degli archeologi, non c’era alcun bisogno di arrivare a definire forme di finanziamento. Se invece si vogliono creare spazi (mantenere un elenco ufficiale degli iscritti qualificati a svolgere mansioni professionali in cantiere, mantenere un elenco dei soci e degli aderenti, creare una bacheca in cui rendere disponibili i CV e gli annunci di lavoro per gli iscritti, …), anche online, ed azioni (incontri, convegni, …) volti ad ottenere il riconoscimento della figura professionale dell’archeologo, sarà necessario attuare forme di autofinanziamento.

Si vede anche la necessità, sottolineata da Maurizio Campanelli, di differenziare gli aderenti in diverse categorie: non sembra infatti giusto caricare gli studenti e chi non è ancora munito dei titoli di specializzazione o dottorato degli stessi oneri economici di chi invece è dotato dei titoli e può quindi aspirare a retribuzioni diverse. Questo punto viene quindi rinviato ad un dibattito più ampio da svolgersi online con il contributo di tutti gli aderenti e simpatizzanti.

Per quanto riguarda il codice deontologico, all’unanimità si decide di adottare il codice deontologico della European Association of Archaeologists (EAA), reperibile al seguente link: http://www.e-a-a.org/italiancode.htm con un’eventuale integrazione riguardante gli aspetti del professionismo in Italia, da formalizzare e condividere nei prossimi giorni.

Antonio Arcudi sottopone all’assemblea l’esperienza avuta nella Provincia Autonoma di Trento, dove la Provincia impone da sempre alle ditte partecipanti agli appalti pubblici il contratto d’assunzione a tempo come determinato come base contrattuale per tutti gli operatori nei cantieri. Fermo restando la possibilità, per chi lo desidera, di continuare a lavorare con la propria partita iva, Antonio propone questo obiettivo come possibile base contrattuale a livello nazionale. Essendo un’esperienza di successo nel contesto italiano, merita di essere approfondita e esaminata anche dagli altri aderenti, possibilmente con l’elaborazione di una proposta ben articolata.

Per ciò che concerne altri punti all’OdG, quali la definizione dell’organigramma, delle funzioni e l’elezione delle cariche, si rimanda per il momento una decisione definitiva, in attesa che venga elaborata una proposta ben definita da esaminare insieme e condividere attraverso gli organi di comunicazione della CNAP (bacheca del gruppo su Facebook e blog).

Emerge comunque la necessità di avere un presidente, almeno pro tempore, e di definire una sede per l’associazione, senza i quali non è possibile avviare una campagna di iscrizioni che dia la possibilità di comprendere realmente quale seguito può avere la proposta che CNAP vuole portare avanti. Maurizio Campanelli, Pietro Caciagli e Antonio Arcudi propongono Alessandro De Rosa per la carica di Presidente, ma il candidato non è pronto ad accettare. Si decide di rimandare la decisione alla prossima assemblea, che si terrà nel mese di settembre 2011 con modalità volte ad ottenere una più ampia partecipazione e, quindi a dare un carattere maggiormente condiviso alle delibere.

La riunione si scioglie alle ore 16,20.

Parma, 24/07/2011

Lettera (di Alessandro De Rosa)

 

Gentile Sig.re/ra,

Le scriviamo per illustrare e mettere luce sulla situazione che quotidianamente, da oltre 40 anni, vivono gli archeologi italiani, prodighi professionisti di un’attività che non è inquadrata né da un albo né da un ordine professionale.

L’Archeologo svolge, come i numerosi professionisti regolamentati e tutelati dagli ordini professionali, una professione che garantisce una prestazione intellettuale e in quanto tale va riconosciuta. Ma tutto ciò non avviene.

Le discussioni su una definizione della nostra figura professionale, in diversi modi, sono iniziate nel 1962, con la costituzione della SAI (Società Archeologi Italiani), di cui erano firmatari eminenti personaggi dell’Archeologia, che hanno rivestito nel corso degli anni e rivestono tuttora ruoli chiave sia nell’ambito del MiBAC sia in ambito universitario.

Negli anni passati sono stati fatti diversi tentavi di istituire un albo od ordine professionale della categoria, ma le varie proposte, fra cui cito ad esempio la proposta di legge n.3563 del 9 Aprile del 1997 sull’Ordinamento delle professioni di Archeologo e Storico dell’Arte, si sono arenate e non hanno trovato ascolto da parte della classe politica.

La nostra professione, nel corso degli anni, ha visto il diversificarsi delle attività, che non sono solo oramai legate alla ricerca archeologica su scavi appositi, ma soprattutto l’archeologo è una figura di riferimento nelle opere pubbliche di grande e minor rilievo, ove sia prevista l’attività di consulenza tecnica o tecnico-scientifica, di tutela e valorizzazione del Patrimonio che viene messo in luce durante le operazioni di scavo (TAV, gasdotti, etc.). Premettendo che oramai gli scavi sono ridotti al lumicino, per i tagli indiscriminati operati nell’ambito della ricerca, questa sta per diventare per l’archeologo l’attività principale. Ne è conseguito l’inserimento delle mansioni dell’archeologo all’interno del  Dlgs 163/2006 (Codice contratti), in particolare l’art. 95 (Verifica preventiva dell’interesse archeologico in sede di progetto preliminare) e art. 96 (Procedura della verifica preventiva dell’interesse archeologico); nella fattispecie nell’art. 95 si specifica che: “Le stazioni appaltanti raccolgono ed elaborano tale documentazione mediante i dipartimenti archeologici delle università, ovvero mediante i soggetti in possesso di diploma di laurea e specializzazione in archeologia o di dottorato di ricerca in archeologia.“

Questi articoli della 163/2006 riprendono in toto la Legge 109/2005 cosiddetta dell’Archeologia Preventiva, che convertiva in legge il DL 63/2005.

La Legge 109/2005, ribadita dagli artt. 95 e 96 della 163/2006, rientra nella cosiddetta VAS, ovvero la Valutazione Ambientale Strategica, al cui interno sono previste la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) e la Valutazione d’Interesse Archeologico (VIArc). Ma tutto ciò avviene solo per le grandi opere nazionali, mentre spesso su scala locale non vengono affatto affrontate le problematiche relative alla VIArc.

Ma procediamo per gradi.

A tutto ciò il MiBAC aveva ovviato creando un elenco obbligatorio di professionisti dell’Archeologia Preventiva, suddiviso in 3 parti, ovvero Dipartimenti Universitari, Società e Liberi Professionisti. Naturalmente si sarebbe dovuto accedere con personale, per quanto riguarda Società e Dipartimenti Universitari, con determinate caratteristiche, cui dovevano sottostare anche i Liberi professionisti, ovvero quelle definite dall’art. 95 della 163/2006, “soggetti in possesso di diploma di laurea e specializzazione in archeologia o di dottorato di ricerca in archeologia.“

Questo sembrava un inizio per la definizione e tutela della nostra professione, fino all’autunno del 2010, quando con la Circolare n. 19 del 19 Novembre 2010 il Direttore Generale per le Antichità precisava che l’elenco del MiBAC sarebbe stato “utilmente consultivo”!

Questa premessa è utile per capire la confusione in cui versa il mondo dell’archeologia professionale, quella dei professionisti che quotidianamente operano nei cantieri, lontani dai Dipartimenti Universitari. Il mondo in cui operano, come tutti i microcosmi in cui non esiste una chiara regolamentazione, è caratterizzato da situazioni al limite della legalità. In questo microcosmo è possibile osservare giovani laureati, anche solo con la laurea triennale, che fanno assistenza sui cantieri (e si sa quanto siano poco sicuri numerosi cantieri in Italia!) per nome e conto di società, e che producono delle relazioni scientifiche che non porteranno mai la loro firma (Vd. sempre art. 95 della 163/2006!), sottopagati e sfruttati, con contratti a progetto (co.co.pro) e co.co.co. che non possono essere utilizzati in cantieri edili, nell’ambito dei quali si inserisce lo scavo archeologico!

I giovani laureati, per il CCNL dell’edilizia, non sono neanche riconosciuti come archeologi, ma come operatori/operai specializzati, a vantaggio di tutte quelle società che ne sfruttano l’opera intellettuale, in un particolare momento storico in cui il lavoro è una chimera e numerosi sono costretti a chinarsi a condizioni di sfruttamento.

La nostra proposta è semplice e prevede la realizzazione di un albo/ordine professionale, aperto a tutti i professionisti dell’Archeologia, siano essi Specializzati, Dottori di ricerca o Laureati, inquadrati attraverso livelli, in base ai titoli e all’esperienza, da riconoscere ai numerosi colleghi che lavorano da moltissimi anni e, pur non avendo conseguito un titolo post lauream, hanno un’esperienza tale da poter rientrare nei livelli superiori.

L’Italia è un paese dalle forti contraddizioni intellettuali nell’ambito dell’Archeologia, che ha visto la nascita prima di una Scuola Nazionale di Archeologia per formare i futuri funzionari delle Soprintendenze per i Beni Archeologici, e di una Scuola Nazionale di Dottorato di Ricerca, per la formazione dei futuri Docenti universitari. Ora esistono numerose scuole di specializzazione, quasi una per università, e numerose Scuole di Dottorato. Dove andranno a finire questi professionisti specializzati o con il più alto titolo universitario? La ricerca, nel senso classico del termine, è una chimera, a cui il Decreto Gelmini ha dato un colpo mortale, nella quale il privato non investe e quando tenta di farlo la macchina farraginosa dello Stato e del MiBAC lo frena fino alla rinuncia.

A molti è rimasta solo la libera professione, che dunque tentiamo di regolamentare per noi e soprattutto per chi verrà dopo di noi, perché dobbiamo costruire pensando al futuro, in particolare noi, che del passato abbiamo fatto una professione e ben sappiamo che senza passato non esiste futuro!

 

Roma 16/06/2011