Volontariato e Archeologia professionale. I Bandi per il Giubileo straordinario e per i 60 Esperti del patrimonio culturale

È stato pubblicato dal MiBACT, durante il periodo natalizio, il bando per il Giubileo Straordinario della Misericordia (http://www.beniculturali.it/…/C…/2015/visualizza_asset.html…).

Questo prevede una selezione che favorisce chi ha già lavorato con gli enti coinvolti e/o è stato impegnato in progetti con gli stessi obiettivi e, tra gli enti coinvolti ci sono la Croce Rossa Italiana, Caritas, l’Università La Sapienza di Roma e il MiBACT stesso; inoltre la procedura di selezione dà alla valutazione dei titoli più di un terzo del punteggio possibile totale.

Nel progetto “Archeologia in Cammino” si dichiara esplicitamente che il ricorso ai volontari del Servizio Civile Nazionale fa fronte “alla ancora insufficiente offerta e varietà e al modesto numero di eventi legati alla promozione della cultura archeologica e all’insufficiente sostegno divulgativo” della Soprintendenza del Colosseo di Roma.

Si cercano quindi persone esperte nella divulgazione archeologica, che abbiano avuto rapporti più prolungati possibile con la Soprintendenza stessa o con l’Università, per la “realizzazione di pubblicazioni di ausilio alle visite dei luoghi della cultura, realizzazione di opuscoli informativi e di supporti audiovisivi, disponibili in italiano e in lingua, per le aree solitamente chiuse al pubblico e sui percorsi turistici meno conosciuti, distribuiti presso gli operatori turistici locali, per caratterizzare e diffondere il patrimonio in occasione di eventi culturali”. Altresì per la “realizzazione di eventi di diffusione incontri e seminari, che coinvolgeranno sia turisti che popolazione della Città e giovani studenti delle scuole delle Università presenti sul territorio, presso enti locali e istituti scolastici ed Università per costruire un sostegno partecipato della comunità alla promozione culturale”. Infine per la “organizzazione di visite guidate gratuite per aree difficilmente accessibili o solitamente chiuse al pubblico, per turisti ed utenti della Città, da realizzarsi sia in italiano che in lingua”. Si chiede a queste persone altamente qualificate di prestare servizio volontario per un compenso di poco più di 400 euro mensili e di farlo essendo tenuti “al rispetto dell’orario di servizio nonché al rispetto delle condizioni riguardanti gli eventuali obblighi di pernottamento, o di altra natura, connessi al progetto medesimo. L’interruzione del servizio senza giustificato motivo, prima della scadenza prevista, comporta l’impossibilità di partecipare per il futuro alla realizzazione di nuovi progetti di servizio civile nazionale, nonché la decadenza dai benefici eventualmente previsti dallo specifico progetto eil mancato rilascio dell’attestato di svolgimento del servizio”.

Si dimostra, quindi, ancora una volta, il disconoscimento degli sforzi che chiunque voglia esercitare la professione dell’archeologo deve affrontare: sforzi economici, di tempo e di impiego delle proprie risorse intellettuali e fisiche.

A maggior ragione, questo bando favorirà candidati che abbiano avuto un lungo rapporto con il Ministero, la Soprintendenza e con l’Università.
Questo atteggiamento, quando è proprio del Ministero che dovrebbe incarnare gli interessi della Cultura e, in questo caso particolare, dell’Archeologia, ferisce e colpisce profondamente tutta la categoria, in particolare quella dei professionisti, ma anche tutti coloro che da anni si sforzano, con enormi sacrifici, di non abbandonare la strada della ricerca e della tutela presso gli enti pubblici e ministeriali, come Università e Soprintendenze.
Riteniamo che la voce della categoria tutta dovrebbe levarsi nitida contro questo atteggiamento.

E’ un atteggiamento che sembra assecondare certe irresponsabili dichiarazioni secondo cui studiare con impegno e qualificarsi a pieni voti per poter esercitare la professione a cui si ambisce sia inutile, o addirittura dannoso ai fini proprio dell’esercizio di una professione e del trovare un impiego remunerato. Un atteggiamento che, quindi, danneggerà, nel lungo periodo, proprio gli enti che attualmente sembrano avallarlo senza riserve.

Infine, un’ultima considerazione sul Bando per la procedura di selezione di 60 Esperti del patrimonio culturale da assumere a tempo determinato per 9 mesi (http://www.beniculturali.it/…/visualizza_asset.html_1090564…). Innanzitutto il limite di 40 anni è discriminate e può essere soggetto a ricorso, visto che è stato abolito dalla Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 13/11/2014 n° C-416/13. Già dal 2000, con la Direttiva 2000/78/CE del 27 novembre 2000, l’Unione Europea vietava la discriminazione nei concorsi pubblici basata sull’età. Inoltre è poca chiara l’equiparazione dei master biennali alla specializzazione come punteggio, senza prendere in considerazione il fatto che i master sono di I livello, aperti a coloro che hanno una laurea triennale, e di II livello, per coloro che hanno una laurea magistrale. E non tutti i master di II livello hanno la durata di 2 anni, dunque vengono equiparati master di defferenti livelli, in base alla durata! Nel concorso del 2008 a funzionario si poteva accedere se in possesso di Specializzazione e Dottorato, dunque equiparati, ma in questo caso non hanno lo stesso peso, in un bando cui si accede per titoli. Questo dimostra la confusione nel redigere questi bandi, che nasce dalla mancanza di tutela di una professione misconociuta dal Ministero con cui opera.

Comunicato congiunto del Coordinamento Archeologi Italiani

Gli archeologi italiani operanti nelle università, nel CNR, nel Mibact e nelle libere professioni esprimono ferma contrarietà all’individuazione della laurea triennale quale titolo di ammissione al prossimo concorso per 500 funzionari tecnici-scientifici del MiBACT, così come previsto da un emendamento alla Legge di Stabilità approvato lo scorso 13 novembre in Commissione Bilancio del Senato.

Le attività di ricerca, tutela, valorizzazione, fruizione, comunicazione, musealizzazione, pianificazione territoriale e tutti gli altri ambiti nei quali si svolgono le attività della moderna ricerca archeologica richiedono, infatti, un alto livello di competenze e un elevato bagaglio di conoscenze specialistiche e di esperienze incompatibili con il primo livello universitario, destinato a fornire una formazione di base di carattere generale.

Prevedere la semplice laurea triennale come requisito di accesso sarebbe irresponsabile e genererebbe un’incomprensibile svalutazione delle competenze fornite dalla formazione magistrale (Laurea Magistrale in Archeologia) e dalla formazione post lauream (Scuole di Specializzazione e Dottorato di Ricerca).
Gli archeologi italiani fanno appello al Parlamento e al Ministro Dario Franceschini affinché la selezione di funzionari prevista dalla Legge di Stabilità premi le competenze, la formazione specialistica universitaria e l’esperienza professionale sul campo.

Chiedono, inoltre, al MiBACT di cogliere l’occasione per mettere ordine nel caos attualmente esistente nei profili professionali e nei relativi requisiti, in collaborazione con il MIUR e le consulte universitarie e con le associazioni professionali.

Associazione delle imprese di archeologia (Archeoimprese), Associazione Nazionale Archeologi (ANA), Associazione Nazionale Cooperative di Produzione e Lavoro (ANCPL Legacoop), Assotecnici, Confassociazioni Beni e Professioni Culturali, Confederazione Italiana Archeologi (CIA), Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti (CNAP), Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Consulta universitaria di Archeologia del Mondo Classico, Consulta universitaria di Archeologia Post-Classica, Consulta universitaria di Preistoria e Protostoria, Consulta universitaria di Topografia, Coordinamento Archeologi CNA, Federazione Archeologi Professionisti (FAP), Federazione Archeologi Subacquei (FAS), FINCO Cultura, SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani

Verso una rappresentanza unitaria degli Archeologi italiani

Il Coordinamento degli Archeologi italiani, di cui la Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti (CNAP) è promotrice, presenta il progetto di rappresentanza unitaria degli Archeologi italiani, nell’ambito della XVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, il 29 Ottobre 2015, alla Basilica Paleocristiana a Paestum, ore 15:00

Locandina_Paestum

Contro l’ennesimo bando lesivo per la professione Archeologo

La CNAP e la CIA hanno preso una chiara e netta posizione contro l’ennesimo bando che sfrutta il volontariato che lede la professione dell’Archeologo
LetteraAlcamoCIA_CNAP_giugno2015_1LetteraAlcamoCIA_CNAP_giugno2015_2

Aderisci a CNAP: campagna 2015!

La Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti (CNAP) nasce dall’impegno di giovani archeologi di tutta Italia con lo scopo di cambiare la condizione professionale degli Archeologi. L’idea comune e filo conduttore è stata quella di unire le forze per portare avanti battaglie per le legittime richieste di riconoscimento professionale della Categoria. L’idea CNAP, frutto di dialettica scevra da condizionamenti esterni, ha portato alla realizzazione di un progetto le cui basi sono chiare nello Statuto, nell’assunzione di un Codice Deontologico Professionale e che mettono l’Archeologo, sin dal suo ingresso all’Università, al centro della propria attenzione.

In 4 anni abbiamo portato avanti diverse battaglie per la tutela professionale, fra cui il percorso di definizione della Professione attraverso la normativa UNI, in corso di realizzazione. Ma la battaglie per la nostra dignità come Archeologi hanno bisogno del sostegno fattivo di tutti i colleghi, solo insieme si possono ottenere risultati a vantaggio della Categoria, del nostro lavoro, del nostro patrimonio.

L’adesione a CNAP, oltre alla partecipazione attiva alla battaglia per la tutela professionale, permette la possibilità di accedere alla consulenza fiscale e legale offerta dai nostri consulenti.

Locandina_Campagna_Iscrizione_CNAP_2015

Per aderire: https://archeologiprofessionisti.wordpress.com/2012/01/22/diventa-socio-cnap/

tessera2015_f

7 Dicembre 2014, Giornata nazionale dell’Archeologia, del Patrimonio e del Restauro

7 Dicembre 2014, Giornata nazionale dell’Archeologia, del Patrimonio artistico e del Restauro
Per noi professionisti archeologi e per tutti i professionisti dei BBCC non è una giornata di festa, ma l’occasione per richiamare l’attenzione alle politiche di desautarazione della categoria e del patrimonio. Dignità per gli archeologi
#nocostozero

image

 

Logo_CNAP

Milioni di euro per il lavoro gratuito. I dubbi e le domande dei professionisti della cultura

Apprendiamo con sconcerto del protocollo di intesa per l’impiego di 2.000 volontari di Servizio Civile Nazionale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. Si tratta dell’ennesimo passo verso una gestione dei Beni Culturali che antepone il mero risparmio nel breve termine alla qualità e alla professionalità, affidando a dei giovani privi delle necessarie competenze un compito delicato che richiede, soprattutto nell’era digitale e della comunicazione di massa, professionalità con competenze specifiche. Il ministro Franceschini ha dichiarato che, a fronte di un impegno complessivo di circa 11 milioni di euro, questo “primo protocollo interistituzionale inaugura un percorso di sperimentazione di progetti di servizio civile nazionale innovativi, capaci di coniugare lo spirito proprio del servizio civile, esperienza di formazione e arricchimento sia per i giovani che per la società, con la necessità di agevolare l’ingresso di giovani professionalità nel mondo del lavoro”. Come professionisti dell’archeologia ci chiediamo innanzitutto se questi 11 milioni di euro non potessero essere impiegati, piuttosto, per progetti di messa in valore e tutela dei beni culturali, elaborati dai professionisti competenti in materia e di cui l’Italia è ricca, anche se, come emerge dalle sue interviste, il ministro sembra non saperlo. I giovani volontari del servizio civile potrebbero, eventualmente, far parte di tali progetti nel rispetto di criteri museologici, museografici e scientifici che sono il sudato risultato di competenze acquisite in anni di studio e di ricerca e che, in quanto tali, dei giovani volontari non possono avere. Ci chiediamo inoltre come si possa affermare che un simile protocollo serva ad “agevolare l’ingresso di giovani professionalità nel mondo del lavoro” e che “la certificazione delle competenze acquisite nel corso dell’anno di servizio civile nazionale è uno degli elementi per consentire ai giovani di poter spendere nel mondo del lavoro l’esperienza maturata” quando poi il mondo del lavoro dei beni culturali ricorre sempre più spesso e sempre più massicciamente all’utilizzo di volontari, compresi i ragazzi in questione, lasciando senza impiego e quindi senza retribuzione i professionisti qualificati che questi ragazzi dovrebbero formare e di cui dovrebbero certificare le competenze. Quale messaggio vogliamo dare, come Stato, ai giovani che vogliano donare un anno della loro vita alla loro comunità? Che il loro ruolo è quello di meri “rimpiazzi” quando i fondi non sono sufficienti per le assunzioni? Che la cultura e il patrimonio, che loro dovrebbero curare, non meritano personale competente e che quindi le loro future competenze saranno inutili, come pare lo siano le nostre, adesso, per il Ministero? Oppure che anche il loro contributo può essere importante per una buona gestione, o governance, come pare sia più moderno chiamarla, dei Beni Culturali, in collaborazione e guidati con dei professionisti che, tutelati, possano a loro volta tutelarli e farli crescere come professionisti e come cittadini?
Restiamo in attesa di una risposta reale, competente e motivata del ministero e degli altri enti coinvolti.

 

Hidden Treasure o della cecità del “costo zero”

Hidden Treasure o della cecità del costo zeroHidden Treasure o della cecità del costo zero_1Hidden Treasure o della cecità del costo zero_2

Tavola rotonda:”Archeologia in Italia tra professione e ricerca”, Firenze 14 Maggio 2014

CNAP parteciperà, il 14 maggio 2014, alla Tavola Rotonda organizzata dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Firenze, intitolata “Archeologia in Italia tra professione e ricerca”.
Di seguito potete vedere la locandina dell’evento al quale siete tutti invitati a partecipare.

20140508-220234.jpg

Il riconoscimento della categoria professionale – Intervento agli “Stati Generali dell’Archeologia, 2014”

Nel 2014, XXI secolo, siamo ancora a dover lottare per il riconoscimento della categoria professionale, un paradosso agli occhi di chi non conosce il mondo dell’archeologia. Diventato ancor più insostenibile con l’avvento, negli ultimi decenni, prima dell’archeologia d’emergenza e poi della preventiva.

Per quanto paradossale tuttavia è questa la realtà dei fatti. Poiché siamo convinti che l’archeologo professionista sia l’avanguardia della tutela e, dunque della ricerca, abbiamo deciso di affiancare l’azione concreta alle parole, perseguendo la strada della normativa UNI, che ci permette di “agire dal basso” e autodefinirci.

Facciamo questo rallegrandoci del fatto che finalmente è in fase di approvazione la modifica del codice dei beni culturali che contempla le diverse figure professionali che operano sui beni culturali, il Pdl362, nota come proposta Madia-Ghizzoni-Orfini, presentata nella sua prima formulazione nel 2008! Ma esso è solo l’inizio, un incipit, per una professione “border line” per il mondo del lavoro, cui seguirà un elenco, non obbligatorio, stabilito presumibilmente su requisiti di titoli di studio.

A questo noi vogliamo aggiungere dei riferimenti chiari  per la realtà in cui ci muoviamo, il mondo del lavoro, che i soli requisiti di titolo non danno. Un fattore imprescindibile è l’esperienza, sotto tutti gli aspetti. Per queste motivazioni la CNAP, insieme alla CIA e alla FAP, hanno perseguito da più di 2 anni il percorso della normazione UNI, secondo le indicazione della legge 4/2013 sulle professioni non regolamentate da ordine od albo. Questo percorso, a nostro avviso, risulta indispensabile perchè una norma, pur non essendo obbligatoria (come d’altra parte un’eventuale certificazione), si struttura sulla definizione della professione e sugli ambiti di intervento, ovvero nel nostro caso chi è archeologo e cosa può fare.

Definizione e ambiti verranno inoltre meglio specificati attraverso livelli definiti in base all’European Qualification Framework (EQF), strutturati in base ai titoli, le competenze e le abilità. Secondo questa struttura la nostra professione dovrebbe rientrare nei 3 livelli superiori dell’EQF, VI, VII e VIII. Naturalmente all’interno di questa struttura assume un notevole peso l’esperienza, che viene definita tramite competenze e abilità. Dunque risulta chiaro che questa formula porterebbe finalmente a definire non solo chi è l’archeologo, ma anche e soprattutto cosa può fare in base a chiari requisiti.

Tutto questo darebbe una svolta alla nostra professione: finalmente potremo muoverci in ambiti definiti e chiari, finalmente si potrà mettere ordine al caos in cui operiamo al di fuori di Ministero e Università, oltre, cosa non da poco, a dare riferimenti precisi alle committenze, agli altri professionisti che spesso lavorano al nostro fianco. Inoltre anche Ministero ed Università avrebbero un chiaro interlocutore in chi opera nell’archeologia d’emergenza, nell’archeologia preventiva: l’archeologia pubblica. La tutela professionale dunque risulta indispensabile in primis per ragioni di etica e dignità, ma anche perché da essa dipende la tutela del nostro patrimonio, della nostra storia.

La deregolamentazione ha agevolato uno stato di cose oramai inaccettabile, sia per i professionisti, che operano in condizioni precarie e contratti al limite della dignità umana, sia per tutto il mondo dell’archeologia. Speriamo dunque che i nostri interlocutori, Ministero e Università, che sono oggi qui rappresentati, siano disponibili per quanto di loro competenza, a collaborare per raggiungere la tutela professionale tramite il riconoscimento e la definizione professionale.

Milena Saponara, Vicepresidente CNAP

Alessandro De Rosa, Presidente CNAP

Sant’Agata de’Goti, 30 Aprile 2014

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 98 follower