Tavola rotonda:”Archeologia in Italia tra professione e ricerca”, Firenze 14 Maggio 2014

CNAP parteciperà, il 14 maggio 2014, alla Tavola Rotonda organizzata dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Firenze, intitolata “Archeologia in Italia tra professione e ricerca”.
Di seguito potete vedere la locandina dell’evento al quale siete tutti invitati a partecipare.

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Il riconoscimento della categoria professionale – Intervento agli “Stati Generali dell’Archeologia, 2014″

Nel 2014, XXI secolo, siamo ancora a dover lottare per il riconoscimento della categoria professionale, un paradosso agli occhi di chi non conosce il mondo dell’archeologia. Diventato ancor più insostenibile con l’avvento, negli ultimi decenni, prima dell’archeologia d’emergenza e poi della preventiva.

Per quanto paradossale tuttavia è questa la realtà dei fatti. Poiché siamo convinti che l’archeologo professionista sia l’avanguardia della tutela e, dunque della ricerca, abbiamo deciso di affiancare l’azione concreta alle parole, perseguendo la strada della normativa UNI, che ci permette di “agire dal basso” e autodefinirci.

Facciamo questo rallegrandoci del fatto che finalmente è in fase di approvazione la modifica del codice dei beni culturali che contempla le diverse figure professionali che operano sui beni culturali, il Pdl362, nota come proposta Madia-Ghizzoni-Orfini, presentata nella sua prima formulazione nel 2008! Ma esso è solo l’inizio, un incipit, per una professione “border line” per il mondo del lavoro, cui seguirà un elenco, non obbligatorio, stabilito presumibilmente su requisiti di titoli di studio.

A questo noi vogliamo aggiungere dei riferimenti chiari  per la realtà in cui ci muoviamo, il mondo del lavoro, che i soli requisiti di titolo non danno. Un fattore imprescindibile è l’esperienza, sotto tutti gli aspetti. Per queste motivazioni la CNAP, insieme alla CIA e alla FAP, hanno perseguito da più di 2 anni il percorso della normazione UNI, secondo le indicazione della legge 4/2013 sulle professioni non regolamentate da ordine od albo. Questo percorso, a nostro avviso, risulta indispensabile perchè una norma, pur non essendo obbligatoria (come d’altra parte un’eventuale certificazione), si struttura sulla definizione della professione e sugli ambiti di intervento, ovvero nel nostro caso chi è archeologo e cosa può fare.

Definizione e ambiti verranno inoltre meglio specificati attraverso livelli definiti in base all’European Qualification Framework (EQF), strutturati in base ai titoli, le competenze e le abilità. Secondo questa struttura la nostra professione dovrebbe rientrare nei 3 livelli superiori dell’EQF, VI, VII e VIII. Naturalmente all’interno di questa struttura assume un notevole peso l’esperienza, che viene definita tramite competenze e abilità. Dunque risulta chiaro che questa formula porterebbe finalmente a definire non solo chi è l’archeologo, ma anche e soprattutto cosa può fare in base a chiari requisiti.

Tutto questo darebbe una svolta alla nostra professione: finalmente potremo muoverci in ambiti definiti e chiari, finalmente si potrà mettere ordine al caos in cui operiamo al di fuori di Ministero e Università, oltre, cosa non da poco, a dare riferimenti precisi alle committenze, agli altri professionisti che spesso lavorano al nostro fianco. Inoltre anche Ministero ed Università avrebbero un chiaro interlocutore in chi opera nell’archeologia d’emergenza, nell’archeologia preventiva: l’archeologia pubblica. La tutela professionale dunque risulta indispensabile in primis per ragioni di etica e dignità, ma anche perché da essa dipende la tutela del nostro patrimonio, della nostra storia.

La deregolamentazione ha agevolato uno stato di cose oramai inaccettabile, sia per i professionisti, che operano in condizioni precarie e contratti al limite della dignità umana, sia per tutto il mondo dell’archeologia. Speriamo dunque che i nostri interlocutori, Ministero e Università, che sono oggi qui rappresentati, siano disponibili per quanto di loro competenza, a collaborare per raggiungere la tutela professionale tramite il riconoscimento e la definizione professionale.

Milena Saponara, Vicepresidente CNAP

Alessandro De Rosa, Presidente CNAP

Sant’Agata de’Goti, 30 Aprile 2014

Stati Generali dell’Archeologia 2014 – Sant’Agata de’Goti, 30 Aprile 2014

La Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti parteciperà con un intervento al convegno “Stati Generali dell’Archeologia. Un aggiornamento sul tema”. Il convegno si terrà contestualmente all’inaugurazione della mostra “Sotteranea”, presso la Sala Ex-Cinema Italia a Sant’Agata de’Goti il giorno 30 Aprile 2014. In rappresentanza di CNAP, interverrà la Dott.ssa Milena Saponara, Vicepresidente dell’Associazione: nei prossimi giorni potrete leggere sul nostro sito il testo dell’intervento.

Manifesto condiviso dalle associazioni aderenti a #500NO

Manifesto_500NOManifesto condiviso dalle associazioni aderenti a #500NO.

Comunicato stampa su modifiche al DPR 30 Ottobre 2013

Comunicato_2_DPR_30_Ottobre_2013_rev

Comunicato stampa sul DPR 30 Ottobre 2013

Comunicato_DPR_30_Ottobre_2013

La CNAP all’UNIFI

Il Corso di Archeologia Medievale del Prof. Guido Vannini della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologi dell’Università di Firenze, in collaborazione con la Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti (CNAP) e i Laboratori archeologici San Gallo (Spin-off accademici dell’UNIFI), organizza il Seminario “Il cantiere archeologico: attività scientifica, regolamenti e legislazione”. Il seminario è strutturato su 4 interventi che andranno a toccare i vari aspetti dell’attività professionale degli archeologi professionisti con particolare attenzione all’archeologia d’emergenza. Il seminario si terrà il 17 Aprile dalle 9:00 presso la sede della Scuola, in via San Gallo 10, Firenze. Seminario_Firenze_17_04_2013

Un nuovo inizio per gli archeologi

comunicato congiunto 19 dicembre

Campagna Adesione 2013

Campagna adesioni CNAP 2013

Campagna adesioni CNAP 2013

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